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Profugo a 9 anni

Inserito da Sandra Venturini il 05 dicembre 2009

Sandra Venturini, da Roma, scrive:

Domenica scorsa, quinta domenica di Novembre, alla Stazione Ostiense nessuno ha portato cibo la sera. La mensa per i rifugiati chiude il sabato e la domenica, per cui neanche a pranzo i ragazzi avevano mangiato niente. La serata era fredda ed erano molto affamati. Lo so, ve l’ho già raccontato tante volte, eppure questo fatto non può sembrarci una cosa normale. Tra di loro c’era un bambino di 9 anni, accompagnato dal fratello di …. 14 anni! Questi giovani spesso arrivano e ripartono nello spazio di pochi giorni, non parlano l’italiano e in genere neanche l’inglese, non hanno soldi, non conoscono la città, hanno quindi ben pochi strumenti per avventurarsi a cercare cibo presso le parrocchie o altri enti, come ci piace pensare che dovrebbero fare …

E’ vero, oltre 100 rifugiati afgani che vivevano in condizioni sub-umane dietro l’Air Terminal, sono stati trasferiti al centro della Croce Rossa a Castelnuovo di Porto. Il problema però non e’ risolto e continuerà a proporsi, come spiega l’articolo di AMISnet “Afgani di Ostiense: ancora nessuna soluzione definitiva“.

E a proposito dei posti allestiti dal Comune per l’emergenza freddo, il numero verde mi ha già risposto – come già in passato – che gli interessati devono chiamare il loro numero, ogni caso sarà valutato, telefonicamente, in base alla fragilità. “Tu sei giovane” e’ stato detto ad uno di loro che aveva chiamato (traduzione: tu resti fuori!).

Buone Notizie

Una famiglia afgana composta da padre, madre, due bambine di 4 e 11 anni, da circa un mese chiedeva posto nei centri di accoglienza. La mamma e le due bimbe avevano trovato temporaneo riparo in una struttura che offriva alloggio ma non il cibo. Il padre dormiva all’addiaccio. Finalmente sono stati accolti tutti insieme e avranno persino colazione e cena. Spero che la bimba grande possa presto andare a scuola.

Habib, ragazzo serio e di poche parole, cercava da tempo lavoro presso un parrucchiere, dopo aver fatto la terza media, un corso per parrucchiere e … alcune centinaia di tagli di capelli ai ragazzi afgani. Ma non sembrava aver fortuna, forse per il suo look non abbastanza frivolo. Per aiutarlo nell’impresa, gli abbiamo stampato dei biglietti da visita, quando glieli abbiamo dati era commosso, ma ci ha anche confessato che proprio quel giorno aveva trovato lavoro, finalmente.

Yunis, che aveva ottenuto l’asilo politico ed è andato in Finlandia a trovare la signora che in passato l’aveva ospitato a casa sua, ora in quel paese ha trovato una fidanzata e ci ha chiesto come fare per avere i documenti per sposarsi. Per fortuna l’Alto Commissariato per i Rifugiati ci ha spiegato cosa deve fare e … si può fare.

Khaled di cui già vi abbiamo detto che ha 19 anni e sta facendo la terza media, ha trovato lavoro come giardiniere un paio di volte a settimana, era quello che ci voleva per permettergli di andare avanti con gli studi. E per acquistare fiducia nella vita.

A volte un piccolo aiuto può fare la differenza: una divisa da pizzaiolo per Mohamed, altrimenti non avrebbe potuto frequentare il corso di pizzaiolo offertogli dalla Caritas; due biglietti della metro per Hamid che doveva andare ad una intervista per lavoro, andata a buon fine; una pentola per la famiglia afgana che in seguito ha chiesto, timidamente e giustamente, anche un colapasta.

Ho mandato ai ragazzi gli auguri per la festa di Eid Qorban il 27 Novembre, ho ricevuto tanti SMS da loro :

“Tanti grasie mama di cure. Hai scritto tutto bene, ti saluto abraccio, a presto mama”.

“Ciao buonsera come stai grazei per salotare anchi per auguri nostr. festa grazei tant. salota ora”

“ciao buonasera grasi mamma buonatale sono Reza

Un commento per “Profugo a 9 anni”

  1. Fabio Abbate Dice:
    5 dicembre 2009 at 15:26

    appunto, buone notizie ; occorre sperare.Probabilmente anche nella Germania di dopo il’33 qualche aiuto è stato dato da qualcuno a persone di “razza inferiore”.Il fatto è che nella storia gli “uomini di buona volontà” sono quasi sempre sconfitti : ciò nonostante occorre che continuino a operare bene ; è come se fossero condannati a non arrendersi mai

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