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Inserito da Antonio U. Riccò il 30 gennaio 2009
un romanzo di Antonio Umberto Riccò

Marzo 2009, 250 pp. ca
Euro 15,00
ISBN 978-88-7223-117-3
Edizioni alpha beta Verlag
39012 Merano (BZ)
P.zza della Rena, 2
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Una mattina di febbraio il lago di Garda restituisce il corpo di uno straniero. Si capirà presto che è stato ucciso. Da quel momento le notti di Saverio, il professore in pensione che ha trovato il cadavere, sono tormentate da incubi, che non gli danno tregua fino a spingerlo a intraprendere proprie indagini insieme a Marco, cronista di un quotidiano locale.
Anche gli inquirenti ufficiali, una vicequestore mordimatite e un capitano dei Carabinieri esperto di bonsai, coordinati da un Procuratore della Repubblica con la Sicilia nel cuore, si confrontano con indizi che gli assassini sembrano aver lasciato apposta per loro…
Lo scenario che fa da sfondo alla narrazione è quello di un paese pieno di contraddizioni. Un paese che a volte sembra aver perso la memoria del proprio passato, ma che è ancora capace di offrire valide testimonianze d’impegno civile e di responsabilità sociale. È l’Italia del volontariato, delle voci laiche e religiose che chiedono il rispetto di valori universali, ma è anche l’Italia dei Pizzatiello, dei Vanesio e degli Scaldapali – autorevoli esponenti del Libero Popolo delle Alpi, al governo con Destra Moderna e Patria e Famiglia.
Mediante un intreccio tipico del giallo a sfondo sociale, il romanzo confronta il lettore con la situazione dei profughi afgani in Italia e racconta la storia di Alijomah e Abdulaziz, due fratelli afgani giunti clandestinamente in Italia.
In appendice:
La Missione di Tariq
Un clandestino in viaggio verso il suo destino per realizzare ad ogni costo la missione che gli è stata affidata. Un racconto ispirato ad un fatto di cronaca.