Tra un romanzo e l'altro

guardando il mondo

dic

02

Senza (altre) parole

Inserito da Antonio U. Riccò il 02 dicembre 2009

“L’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…(…) Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto!”

Gianfranco Fini, Presidente della Camera, ex segretario dell’M.S.I. e di Alleanza Nazionale, esponente di punta del Popolo delle Libertà, parlando di Silvio Berlusconi in una conversazione privata con il Procuratore della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi.

feb

21

Controcorrente

Inserito da Antonio U. Riccò il 21 febbraio 2009

Sento già i loro commenti.

Ma come fai a scrivere certe cose?! Fini è un politico furbissimo, che non dice quello che pensa, ma quello che gli appare opportuno” – diranno i miei amici di sinistra.

Guarda che chi ora interviene a difesa dei migranti, fa parte della stessa Chiesa che hai criticato sul caso Englaro” – mi rimprovereranno i miei amici laici.

Ma i miei veri amici sanno che mi è sempre piaciuto andare controcorrente. Sanno che non mi sono mai sentito a mio agio nel sostenere a tutti i costi le opinioni maggioritarie. Sanno che preferisco il dialogo tra diversi al silenzio tra simili. Per questo esprimo chiaramente due pensieri:

Il primo, apprezzo l’opinione espressa dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale:

“Dobbiamo mantenere la lucidità e la serenità per respingere l’odiosa associazione mentale tra criminalità e immigrazione che può diffondersi a macchia d’olio in diverse fasce della popolazione italiana. Che se combinata alla crisi può creare un mix di carattere esplosivo. (…) E’ sbagliato dire integrazione o… L’unica alternativa diventa la sconfitta, l’incapacità della società italiana a guidare un processo. (…) il futuro dell’Italia sarà sempre più multietnico. Per favore l’integrazione occorrono due condizioni fondamentali: inclusività e fiducia da parte delle istituzioni e della società. (…) A questo proposito è necessario un impegno delle istituzioni, che sappiano intervenire per impedire che il difficile momento economico favorisca forme di xenofobia, di intolleranza, di avversione nei confronti dell’altro delle quali cominciano ad arrivare segnali preoccupanti da altre parti d’Europa e che rischia di caratterizzare l’immediato futuro.”

Così Fini, secondo Republica.it del 20 febbraio 2009.

Apprezzo questa affermazione perché (a) non è omogenea al dominante pensiero del centrodestra, (b) viene da un uomo con una storia personale molto diversa dalla mia, (c) ha una carica istituzionale importante.

Sono del tutto consapevole che Fini è lo stesso politico che nel 2000 (v. Repubblica.it) affermava:

“L’ingresso clandestino in Italia deve essere considerato un reato che comporta l’arresto e l’espulsione immediata. Altrimenti continueremo ad essere l’anello debole dell’Europa.”

Con ogni probabilità il suo pensiero in proposito non è mutato, ma ciò non toglie nulla alla validità di quello che ha detto due giorni fa. La prova del nove, a conferma che l’idea espressa da Fini non è condivisa dalla destra, è stata fornita da Il Giornale che ha proposto Fini come nuovo segretario del PD, definendolo “un professionista della politica, ovvero un contenitore vuoto disponibile a riempirsi del liquido ritenuto in quel momento più potabile” (v. Corriere della sera.it).

Inoltre, condivido le parole dette ieri dal segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto (v. Republica.it del 20 febbraio 2009):

“L’istituzione delle ronde rappresenta un’abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere (…) è bene dare ai cittadini la possibilità di dare un contributo ad aumentare la sicurezza delle loro città, ma se questo serve ad alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti, certamente questo non trova il consenso della Chiesa.”

Per la par condicio, dato che prima ho ricordato cosa affermava Gianfranco Fini qualche anno fa, riporto ora il link a un’intervista del 2003 di monsignor Agostino Marchetto:

Si rispettino dignita’ e diritti umani dei migranti e dei rifugiati!

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