Tra un romanzo e l'altro

guardando il mondo

dic

31

Annus horribilis

Inserito da Antonio U. Riccò il 31 dicembre 2009

Dal sito asminet.org, l’infaticabile Marzia Coronati ci offre una nuova trasmissione tutta da ascoltare e un commento che mi sento di sotttoscrivere pienamente:

Annus horribilis in decade malefica. Questo è il titolo dell’editoriale con cui Melting Pot, uno dei più visitati portali internet per i migranti in Italia, conclude il 2009. “Un anno orribile in un decennio altrettanto malefico in cui è stata disegnata la forma di governo dei fenomeni migratori nel nostro paese”. Il 2009 è stato l’anno dell’approvazione del pacchetto sicurezza, del reato di ingresso e soggiorno irregolare, e di una serie di norme disumane nei confronti degli irregolari e altrettanto barbare nei confronti di chi un permesso ce l’ha, ma oggi più di prima è messo nella condizione di perderlo in ogni istante. E’stato l’anno del “White Christmas” (il bianco natale senza migranti del comune di Coccaglio), dei parcheggi gratuiti per i soli italiani, le ordinanze e le delibere discriminatorie messe in campo da comuni e provincie, gli autobus gabbia anti-clandestini, i cori razzisti negli stadi, i pestaggi nelle notti dei quartieri o quelli alla luce del sole dei ritrovi leghisti.

La redazione di Passpartù si augura che, chiuse le porte del 2009, si inizi finalmente a fare i conti con la realtà. Una realtà fatta dalla presenza di quasi cinque milioni di migranti sul territorio italiano e di circa ottocentomila figli di migranti, le cosiddette seconde generazioni: la generazione meticcia e pluridentitaria che nasce, vive e cresce nel nostro paese. Ed è proprio di loro che vogliamo parlare in questa puntata di Passpartù, lo faremo attraverso la presentazione di un film, In Between, che racconta la storia di nove ragazzi provenienti da nove città diversed’Europa. In chiusura, come sempre, Ritmi, l’angolo musicale a cura di Elise Melot.

Ecco il link per ascoltare la puntata!/

Con il nuovo anno, sia pure con frequenza più ridotta, ricomincerò a commentare gli eventi che m’interessano dopo la – salutare! – astinenza di queste ultime settimane.

Buon anno!

feb

22

C’è posta per me

Inserito da Antonio U. Riccò il 22 febbraio 2009

Di tanto in tanto ricevo posta da Merano. Non elettronica, ma cartacea. Già riconoscendo la sua grafia sulla busta, capisco che Gina Abbate mi ha gentilmente spedito qualche nuovo documento o articolo.

Ieri la postina mi ha consegnato una busta contenente una pagina del quotidiano il Manifesto del 17 febbraio, tutta dedicata alle “storie di chi sogna l’Italia”, di cui Gina mi aveva parlato nei giorni scorsi.

Alessandra Sciurba ha proposto ai lettori del quotidiano romano, sotto il titolo Patrasso direzione Venezia, la storia di Rahmat, diciannovenne, scampato a una strage dei Talebani nel suo paese, e del suo amico Zaher, “un ragazzino malinconico e sempre gentile”. Zaher è il giovanissimo profugo morto a dicembre a Mestre, schiacciato dalle ruote di un tir.

Non sono – ormai lo sapete – storie di pochi. E la brava ricercatrice siciliana lo documenta dopo essere stata a Patrasso e aver parlato con i profughi. Nella pagina de Il Manifesto racconta, infatti, anche di altri profughi con storie del tutto rappresentative della realtà degli abitanti della baraccopoli afgana di Patrasso. Ci parla di Mohammad, cui una pallottola di un comandante dei Mujaheddin ha attraversato la testa ed ha leso i nervi del collo, di Alì che è un bambino hazarà di 12 anni; di Habib, che ha rischiato di morire assiderato nella cella frigorifera di un tir; di Reza, figlio di un capo locale ucciso dai Talebani…

Purtroppo sul sito del quotidiano non sono riuscito a trovare traccia dell’articolo. In compenso ho trovato altri contributi di Alessandra Sciurba in rete, sul sito del Progetto Melting Pot Europa e volentieri ve li segnalo. Meritano davvero d’essere letti!

Storie dal campo di Patrasso. Ordinaria violenza dall’Afghanistan all’Italia.

Grecia – Dove l’Italia respinge i richiedenti asilo

Grecia – Ecco l’inferno di Patrasso

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