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Inserito da Antonio U. Riccò il 19 dicembre 2009
Vi ricordate Stefan Schmidt? Era il capitano della Cap Anamur, la nave dell’omonima organizzazione umanitaria tedesca. Cinque anni fa aveva ordinato ai suoi uomini di salvare dal Mediterraneo un barcone di 37 profughi alla deriva e per questo aveva subito, ad Agrigento, un processo per aver favorito l’immigrazione clandestina. Fortunatamente poco tempo fa è stato assolto per questo reato, ma ha certamente dovuto affrontare cinque anni particolarmente difficili.
Lo stesso Schmidt ha ricevuto nei giorni scorsi, in Germania, un premio esattamente per lo stesso fatto che lo aveva portato davanti al tribunale siciliano: aver soccorso degli esseri umani. Non per un altro episodio, bensì per lo stesso avvenuto al largo delle nostre coste. La Lega internazionale per i Diritti dell’Uomo gli ha conferito a Berlino la medaglia intotalata a Carl von Ossietzky – giornalista, scrittore, premio Nobel per la Pace nel 1935 – con questa motivazione: “aver mostrato straordinario coraggio civile e aver dato un particolare contributo per la realizzazione del diritti umani”.
Il coraggio civile di Schmidt e dei suoi è un esempio importante per le nuove generazioni, in un tempo buio d’intolleranza e scarsa umanità. Per fortuna che almeno in Germania qualcuno lo ha riconosciuto.
Carl von Ossietzky – limpida figura della storia tedesca contemporanea – è morto nel 1938 in seguito alla TBC che lo aveva colpito nel lager in cui il regime nazista lo aveva rinchiuso per le sue idee pacifiste.
giu
09
Inserito da Antonio U. Riccò il 09 giugno 2009
Della Cap Anamur vi ho già parlato in più articoli, che potete vedere qui. Oggi vi propongo d’inviare al Ministro Alfano questa lettera di solidarietà con Elias Bierdel e Stefan Schmidt, rispettivamente il responsabile pro tempore dell’organizzazione umanitaria e il capitano della nave che aveva portato in salvo i profughi. La potete inviare al Ministro usando l’indirizzo e-mail del Ministero oppure compilando il formulario presente in questa pagina web di Pro Asyl.
All Ministro della Giustizia Angelino Alfano, Ministero della Giustizia, via Arenula 70, 00186 ROMA, Italia
Solidarietà a Elias Bierdel e al capitano Stefan Schmidt
Nel giugno 2004 la nave tedesca Cap Anamur trasse in salvo 37 naufraghi nel Canale di Sicilia. Per questo salvataggio, il comandante Stefan Schmidt e Elias Bierdel sono finiti sotto processo. Oggi rischiano il carcere, multe salatissime e altri anni snervanti per i ricorsi.
Siamo indignati per il tentativo in atto di criminalizzare un gesto umanitario e coraggioso, e di cercare di distruggere la vita di Elias Bierdel e Stefan Schmidt. Esigiamo l’assoluzione completa. L’aiuto umanitario non è mai un crimine.
giu
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Inserito da Antonio U. Riccò il 03 giugno 2009
Tra poco il Tribunale di Agrigento emetterà la sentenza relativa al processo che vede imputati i responsabili della nave tedesca Cap Anamur, Elias Bierdel e al capitano Stefan Schmidt. Entrambi sono accusati di aver salvato 36 profughi africani in balia delle onde allo scopo di fare pubblicità per la propria organizzazione umanitaria. La tesi della difesa è invece quella di aver unicamente applicato le norme internazionali che prevedono il soccorso in mare di chi si trovi in difficoltà.
I media tedeschi ne hanno parlato oggi con accenti preoccupati. L’opinione prevalente è quella cui ha dato voce la NDR, la rete TV e radiofonica pubblica dei Länder più settentrionali, che in un suo servizio del suo corrispondente, Stephan Tröndler, ha espresso l’opinione che ci si trovi di fronte a un “processo politico” che non avrebbe mai dovuto iniziare, fortemente voluto dal governo di centrodestra. Il giornalista (tedesco) ritiene che il processo sia stato voluto soprattutto dalla Lega Nord, definita un movimento “apertamente xenofobo”. Anche se le pene richieste sono oggettivamente molto pesanti, 4 anni di carcere e 400.000 € di multa, il vero obiettivo del processo, secondo il reporter della NDR, sarebbe quello di intimidire i pescatori e i capitani di navi commerciali che si trovassero in futuro in situazioni simili a quella della Cap Anamur. Insomma, il messaggio inviato loro sarebbe quello di non aiutare i profughi, ma lasciarli al loro destino.
Il giornalista tedesco ha tuttavia riconosciuto che la giudice ha condotto il processo con obiettività. Anche per il PM ha avuto parole di apprezzamento, ricordando che nella sua requisitoria ha illustrato gli obblighi umanitari che ciascuno deve osservare, anche in mare. A maggior ragione appare ingiustificata la richiesta di condanna avanzata dallo stesso pubblico ministero.